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BOMBOLINO IN PLAY-BLACK 

67 iscritti, lontani dal record del 2006 (106), ma con la grande novità, sul piano organizzativo, di uno scivolo finalmente umano, ed il teatrino di Portofino adibito a spogliatoio a disposizione dei concorrenti: …risultato che si può ascrivere all’intervento dei mastini, rappresentanti della Classe Carlo e Titti, ai quali era stato affidato l’arduo compito di salvaguardare il confort degli arditi dinghisti che scendono in mare.

 

Nonostante che le condizioni meteo marine, al limite per i Dinghy (sempre tra i 5-8 m/s), abbiano costretto ben 20 concorrenti a restare prudentemente a terra, sono state disputate quattro prove che i pesi massimi hanno trovato di loro pieno gradimento. Anche la corrente ha recitato la sua parte con vittime eccellenti come nel caso della terza prova quando Vittorio D’Albertas ed Andrea Pivanti nel gruppo di testa si sono persi non riuscendo a prendere la boa. Paolino Viacava, ovvero “la storia infinita”, ha dominato da par suo (1.4.1.1.)anche se questa volta il fiato sul collo lo ha sentito davvero e, tornato per un attimo a far parte dei mortali, si è fatto soffiare la seconda prova dal figlio d’arte Mario Rabbò che ha ricordato a tutti che “buon sangue non mente!”. Mario è figlio di Renzo olimpionico della vela italiana.

Sapendo, ormai, che le sue vittorie rischiano di non fare più storia, Paolino quest’anno ha puntato sull’effetto coreografico e, alla faccia di tutte le superstizioni possibili (barca vincente non si cambia!!), ha cambiato il look del suo imbattibile Mailin: prime cinque fasce dello scafo sotto la falchetta dipinte azzurro metallizzato e così pure lo specchio di poppa, le restanti fasce grigie; l’interno della barca bianco (…via quindi il vecchio verdino) Risultato: uno schianto; un insieme elegante e aggressivo. A qualcuno ha ricordato i colori della North Sail. Non potendo, però, non stupire anche in acqua ha dato spettacolo alla partenza dell’ultima prova quando, fermo in barca giuria e senza abbrivio sembrava irrimediabilmente perduto, partiva, invece, a razzo ed in pochi metri era davanti a tutta la flotta e già irraggiungibile. A parte Rabbò 2°(2.1.2.3)di cui abbiamo già detto, ottime prove anche quelle di Emanuele Tua 3°(5.3.20.2) ritornato ai suoi standard migliori, Mauro Calzecchi 4° (6.2.6.16) punta d’attacco della squadra romanista, Gin Gazzolo 5° (4.8.14.4)sempre ai vertici delle classifiche. In evidenza anche Vincenzo Penagini 6°(…in odore di master), i sardi (BENVENUTA LA SARDEGNA!) Pasquale Mario Di Fraia 7° e Carlo Luca Montella 10°, Paco Rebaudi 8° e Vittorio D’Albertas 9°.

Hanno deluso, invece, Aldo Samele, Filippo Jannello, Marcello Coppola che in parte si è riscattato con un terzo posto nella terza prova, e il comandante Giulio Alati che dalla pattuglia acrobatica è passato a quella dei “tassinari”. Anna Guglielminetti (32°), Francesca Lodigiani (37°), Paola Randazzo (44°) e Tay De Negri (48°) hanno dato al Bombolino un altro primato: quattro donne in una regata Dinghy non si ricordano a memoria d’uomo! La novità va sottolineata anche se le condizioni non erano le più adatte per tale avvenimento. Comunque, il dado è tratto!

Tra gli sfigati eccellenti : Giacomino Fossati, si è visto annullare la regata, la prima di domenica 18 maggio interrotta alla fine della seconda bolina, quando era al secondo posto superato da Viacava, dopo averla condotta al comando per buona parte; Vittorio D’Albertas che ha rotto le cinghie finendo in acqua quando si trovava nel gruppo di testa; Tay De Negri, trascinata in una scuffia inopinatamente prima della partenza (…si dice il peccato ma non il peccattore!).

Per il “Trofeo Falck”, un’istituzione sacra per il Bombolino, sono scese in regata ben sei squadre:
“Caiega Sailing Team” con Viacava P.(1°), Jannello (18°) e Viacava G. (36°);
“Gli Sfiniti” con Penagini (6°), Cameli (11°) e Oneto (21°);
“Con lo zio” con Rebaudi (8°), Samele (13°) e Lombardi (48°);
“Papillon” con Corbellini (17°), Ferrario A. (48°)e Ferrario L. (48°);
“Grifoni” con Carmagnani T. (23°), Carmagnani A. (29°) e D’Albertas V (9°);
“Diavoli Rossi” con Ermolli P. (27°), Santini R. (28°) e Bassi L. (47°).
Hanno vinto “gli Sfiniti” confermando la vittoria della passata edizione.
Tra i grandi assenti non sono passati inosservati: Giuseppe La Scala, la cui scuderia comunque si è fatta onore e il patron del Bombolino Roberto Sestini che ha affidato la gloriosa Sagrada a Corrado Coen.

Ringraziamenti.     Fondamentale è stata quest’anno la collaborazione del Circolo Velico di Santa Margherita Ligure e quella dell’OTAM (società che gestisce gli ormeggi di Santa) che ha messo a disposizione completamente l’area di posteggio destinata ai propri tecnici soprattutto nel week-end.

Il mitico sindaco di Portofino, Giorgio Devoto detti il tigre, nel suo saluto durante la premiazione ha ricordato Franco Rodino i cui commenti affettuosamente ironici mancano alla Classe. E come non ringraziare per l’opera competente e tempestiva i gommoni di

assistenza che hanno avuto davvero un bel da fare!

Sic transeat gloria mundi…e così consegniamo alla storia la XII edizione della regata più famosa del nostro Dinghy.

(Penna bianca)
 

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